Un paio di mesi fa, durante la summer school AI:towards a critical utopia organizzata dal Nexa Center , ho avuto l’opportunità di seguire il seminario della poliedrica Fern Leicher Nesson e di suo marito Charles su verità matematica e verità sociale.
Raccontando alcune scene della loro vita familiare (chissà da dove nasce l’abitudine dei professori americani di portare a esempio i propri figli), Charles Nesson ha utilizzato un termine bizzarro, Carpian, per definire l’atteggiamento di chi cerca con malafede un difetto nell’altro, pur in una situazione pacifica e serena.
Mi è venuta in mente questa parola per aprire questo post, perché il libro che ho recensito per LN parla molto di pesci e in special modo di carpe; ma parla anche di padri e di tante altre cose. La morte dei caprioli belli (Keller, 2013) è sicuramente una delle letture che ho amato di più quest’anno e sono contenta di poterne scrivere. E, pur guardandolo in una prospettiva carpiana, è davvero difficile trovarne scalfiture: è una gemma brillante e preziosa. La recensione si trova su LN-LibriNuovi.
L’immagine che illustra questo articolo è tratta da Ichtyologie, ou, Histoire naturelle, générale et particulière des poissons : avec des figures enluminées, dessinées d’après nature. Berlin, M.E. Bloch [1723-1799]