Tre morti di Tolstoj in cinque righe

Sono salita dalla vecchia del terzo piano a farle le condoglianze. «Mi dispiace per suo marito» ho detto. «A me no,» dice lei, «francamente non lo sopportavo più». E io ho pensato che forse anche il marito di Mar’ja Dmìtrievna non la sopportava più, e quindi questa morte somigliava a quella, ma lui non l’avrebbe mai detto a voce alta, e allora forse era più simile a quell’altra.

Ho provato a catalogare le morti delle persone che ho conosciuto, ma finivano quasi tutte nella categoria uno (“tisica”) e ci ho rinunciato, perché ho capito che sono io troppo impietosa.

E adesso, un minuto di silenzio per tutte le piante che ho ucciso e per le quali non c’è stato alcun ondeggiare maestoso di rami.

L’immagine che accompagna questo articolo è tratta da Ibis. Londra, British Ornithologists’ Union [1901]

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