Mostrologia contemporanea

Scopriremo che queste creature si muovono sulle nostre gambe, ci parlano di ciò che siamo e quel che temiamo, dicendoci a volte di noi più di quanto vorremmo.

Licia Troisi

Ho letto di recente questo agilissimo volume di Licia Troisi, Mostrology, che ho recensito per LibriNuovi.net e che mi è parso un buon accompagnamento per bestiari, botaniche fantastiche e atlanti di luoghi immaginari, nei quali mi piace immergermi e che mi attirano sempre come calamite irresistibili.

L’immagine che accompagna questo articolo è tratta da Edinburgh journal of natural history and of the physical sciences, with the Animal kingdom of the Baron Cuvier, v.2, Edimburgo, G. Cuvier, W. MacGillivray (ed.) [1839-1840]

Stella stellina, la notte si avvicina

Leggendo La notte si avvicina, crudele e bellissimo, ho pensato molto a Buzzati e in particolare al racconto Una cosa che comincia per Elle, con quel senso opprimente di fatalità e di condanna che si accresce e incombe fino a sopraffare chi legge. Caccia all’untore come caccia alle streghe e, in senso più ampio, caccia al mostro.

Ma ho pensato anche al bellissimo Bestiario di Italia di Gabriele Pino, che sono tornata a sfogliare in questi giorni riempiendomi di meraviglia.

La recensione libro di Loredana Lipperini su Librinuovi.net

L’immagine che accompagna questo articolo è tratta da Illustrations of Indian zoology. London, Treuttel et al. [1835]

Tu che mi guardi, tu che mi racconti

Karen Blixen racconta una storia che le raccontavano da bambina. Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e in giù, a destra e a manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna.

Il protagonista del racconto di Karen Blixen ha una fortuna non comune, poiché riesce, dopo la nottata trascorsa a risistemare gli argini dello stagno, a vedere dall’alto, con i propri occhi, la cicogna che egli stesso ha disegnato camminando e scivolando nel fango.

Leggi tutto “Tu che mi guardi, tu che mi racconti”